Sindrome premestruale: sintomi e trattamento

Ormai è provato: esiste una stretta relazione tra sistema ormonale e sistema nervoso, che spiega a sua volta l’associazione tra fasi del ciclo mestruale e variazioni dell’umore, dalla sindrome premestruale lieve fino alla forma più seria e invalidante, definita sindrome disforica della fase luteale tardiva.

Per sindrome premestruale si intende, infatti, “l’insieme polisintomatico di disturbi psichici e somatici, che compaiono ciclicamente e ripetutamente prima della mestruazione e scompaiono quando il flusso finisce”.

La diagnosi richiede che ci sia un intervallo libero da sintomi di almeno una settimana tra la fine dei disturbi legati al ciclo precedente e l’inizio di quelli legati al ciclo successivo. Un problema specifico nella diagnosi e nella caratterizzazione della sindrome premestruale è la varietà dei sintomi (ne sono stati catalogati ben 150!).

Come si riconosce la sindrome premestruale:

-Le armi per sconfiggerla
-I farmaci
-Lo stile di vita
-La psicoterapia
-Conclusioni
Come si riconosce la sindrome premestruale?

I criteri per diagnosticare la sindrome premestruale sono almeno 5 su 11 di quelli considerati “maggiori”, tra quelli elencati di seguito.

Principali sintomi della sindrome premestruale
Nel corso della maggior parte dei cicli mestruali dell’anno scorso, 5 o più dei seguenti sintomi si sono presentati per la maggior parte del tempo a partire dall’ultima settimana della fase luteale. Sono migliorati durante i primi giorni della fase follicolare e sono rimasti assenti nella prima settimana successiva alle mestruazioni.

Profondo stato depressivo, sentimenti di disperazione o disistima (idee di scarsa autostima).
Evidente stato ansioso, tensioni, impressione d’avere un nodo alla gola, tensione, nervosismo.
Marcata vulnerabilità emotiva (come improvvisa tristezza, voglia di videos porno, ipersensibilità al rifiuto).
Collera o irritabilità marcate e persistenza o aumento dei conflitti interpersonali.
Calo d’interesse per le attività abituali (come lavoro, scuola e amici, divertimenti).
Difficoltà soggettiva a concentrarsi.
Letargia, affaticamento eccessivo o significativa perdita d’energia.
Drastiche modificazioni dell’appetito, iperfagia, voglia impellente di certi tipi di cibo.
Ipersonnia o insonnia.
Sensazione di essere sopraffatta o di perdere il controllo.
Altri sintomi fisici quali tensione o gonfiore mammari, cefalea, dolori articolari o muscolari, impressione di “gonfiarsi”, aumento di peso.

[Nota: Uno dei sintomi deve essere (1) profondo stato depressivo, (2) evidente stato ansioso, (3) marcata vulnerabilità emotiva o (4) collera o irritabilità].
Le armi per sconfiggerla

La sindrome premestruale è così complessa e sfuggente perché entrano in gioco sia fattori “chimici” (soprattutto a livello neurologico e ormonale), sia fattori psichici (ambiente, stress). Corpo e mente, infatti, sono legati a doppio filo. Per questo, la terapia prevede molteplici strategie.top
I farmaci

* Gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI): possono essere utilizzati in modo ciclico, aumentando il dosaggio nella settimana prima del flusso.
Vantaggi: molto maneggevoli, coprono un ampio spettro di sintomi. Svantaggi: costo, effetti sessuali negativi (possibile riduzione del desiderio e dell’orgasmo, soprattutto a dosi di 20 mg o più al giorno).

* Gli estroprogestinici (EP): riducono o aboliscono la gravità e la frequenza della sindrome pemestruale, pur mantenendo un adeguato apporto ormonale.
Vantaggi: efficacia, maneggevolezza, buon profilo ormonale, contraccezione efficace, riduzione del rischio di anemia e di cisti ovariche.
Svantaggi: spotting (perdite di sangue) e break-through-bleeding.

* I GnRH analoghi: efficaci perché inducono amenorrea.
Vantaggi: possono interrompere il circolo vizioso del dolore e dello squilibrio neurochimico, nei casi molto gravi di disforia premestruale.
Svantaggi: costo e blocco (reversibile) della produzione di steroidi sessuali ovarici, con possibili conseguenze sulla perdita di calcio dalle ossa, disturbi urogenitali e sessuali.

*Il danazolo: androgeno sintetico, con effetti metabolici (dislipidemia) ed estetici negativi (acne e irsutismo), la cui indicazione per la sindrome premestruale è tuttavia sostenuta da molti studi controllati. È sostituibile con progestinici molto più maneggevoli, come il nomegestrolo acetato o il diidrogesterone.

*Il magnesio: molto efficace in studi controllati, sia sui sintomi psichici, sia sui sintomi somatici; maneggevole, senza effetti collaterali di rilievo (diarrea da sovradosaggio, scompare subito alla sospensione). Un quinto della popolazione ha disturbi da carenza di magnesio. Modula l’eccitabilità neuromuscolare e nervosa centrale: questo è uno dei meccanismi possibili che spiega la sua azione terapeutica.

* Vitamina B6 e Vitamina E, Bromocriptina, Evening Primrose Oil: non hanno ancora superato la prova degli studi controllati.top
Lo stile di vita

* Modificazioni alimentari, in particolare con carboidrati: il loro effetto positivo è stato dimostrato in uno studio controllato.

* Movimento fisico: si è dimostrato efficace, sia nella sindrome premestruale, sia nella depressione in generale. La premessa è che ogni emozione, specie negativa, ha un correlato motorio che, se non viene espresso, peggiora lo stato di salute. Il movimento fisico regolare aumenta non solo le endorfine, sostanze del benessere, ma scarica anche le tensioni negative, ottimizzando gli effetti positivi periferici e centrali.

La psicoterapia

È indicata quando la sindrome premestruale si associa a problemi psichici; a storie di abuso e/o violenza, psichica, fisica o sessuale; o quando altri fattori nella storia personale o relazionale peggiorano il disturbo. La prima scelta è una psicoterapia breve di tipo cognitivo-comportamentale. Psicoterapie più complesse e lunghe vanno riservate a casi selezionati. top
Conclusioni

In pratica, a seconda della gravità della sindrome premestruale e della disforia associata, il medico consiglierà:

  • se la sindrome premestruale è lieve: stili di vita più sani, con movimento fisico regolare, quotidiano; alimentazione appropriata, con carboidrati e riduzione di caffè, alcool e fumo, se consumati; integrazione quotidiana di magnesio;
  • se la sindrome premestruale è media: progestinici, specie se vi sono irregolarità mestruali, oppure estroprogestinici (EP)in continua; SSRI, come prima scelta, solo nella fase luteale. Se la situazione non migliora, passare alla somministrazione quotidiana, magari con variazione del dosaggio: minimo dopo il flusso a salire fino alla dose di 1 compressa (cps sex videos) di SSRI in fase luteale, oltre alle misure di stile di vita sopra-indicate;
  • se la sindrome premestruale è grave: periodo di GnRH, SSRI quotidiani e psicoterapia cognitivo-comportamentale.

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