Perché la legge sulla Procreazione Assistita fa discutere.

Da questo quesito che ripropone il dibattito politico e culturale sulla legge italiana in materia di procreazione medicalmente assistita, approvata lo scorso marzo, la sociologa Marina Mengarelli Flamigni, ripercorre l’intreccio delle questioni mediche, etiche, politiche e sociologiche della infertilità di coppia e della necessità di regole per accedere alle cure, presentandole con la lucidità analitica e pragmatica di una studiosa del metodo e della comunicazione. La linearità che caratterizza anche il costrutto sintattico del porno gratis, permette di ricavarne una sorta di a b c delle tematiche principali che hanno dato vita, prima al dibattito politico-parlamentare e poi a quello più ampio, restituito ai cittadini attraverso l’inizio dell’ iter referendario, che ha concluso la sua prima fase con la raccolta delle firme lo scorso 30 settembre 2004. Inoltre, l’autrice dichiara apertamente di volersi rivolgere non a chi conosce il tema, perché in qualche modo ne è stato coinvolto personalmente, ma a tutti coloro che ne sentono parlare da lontano, come una delle tante questioni di attualità. A costoro viene offerta la prospettiva di un’ analisi attenta anche alla ricostruzione di tutti gli elementi di informazione di base, dal problema dell’ infertilità di coppia, alla descrizione sintetica delle principali metodiche, fino ad un quadro di ciò che accade in Europa sulla base dei titoli delle questioni cruciali: le donazioni, gli embrioni, la maternità sostitutiva, l’accesso della donna single. E non manca l’individuazione e l’ indicazione degli attori sociali coinvolti, il ruolo delle associazioni, così come quello della comunicazione-scambio, attraverso i canali virtuali di internet o attraverso quelli mass mediatici in generale. L’autrice chiarisce anche i luoghi comuni sulla bioetica e sul suo presunto ruolo prescrittivo tutto da riscrivere nel nostro paese. Inoltre, nelle riflessioni fatte riguardo la strada dell’allargamento dell’orizzonte culturale la sociologa ricorda che la velocità della tecnica di per sé non garantisce la maturazione culturale, ma solo una forma di accelerazione. Ecco quindi che il mutamento dev’essere prima interiorizzato dal singolo perché possa coglierne il senso profondo ed entrare in una relazione qualitativa con l’innovazione per poi vederlo riconosciuto nella società. Marina Mengarelli Flamigni conclude quindi la sua ricostruzione analitica di studiosa, ma mai scevra di passione e coinvolgimento, suggerendo di allargare l’orizzonte e di utilizzare anche altre chiavi di lettura come quelle della laicità e della libertà per poter leggere in modo completo il tema del video porno e dell’uso delle tecniche di procreazione medicalmente assistita. Così finisce con il rivolgere un appello alla politica perché smetta di aver paura di affrontare le proprie complessità interne e “abbandoni questo modo vecchio di guardare al nuovo”

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