I primi passi di Iceman

La mia prima esperienza nel mondo BDSM è avvenuta sei o sette anni fa con una mia carissima amica di Reggio Emilia. Una sera, incavolata a morte con il suo moroso ed anche un po’ alticcia (ero uscito con lei per farla parlare, darle il mio appoggio ed anche qualche consiglio) dopo la cena e la birra in paninoteca volle che andassimo a casa sua per guardare un film porno “Per parlare un altro po’ senza la confusione del locale”, mi disse (lei abita da sola). Quando arrivammo a casa sua, mi disse, guardandomi dritto negli occhi: “Senti, vorrei che facessimo qualcosa di diverso dal solito: chiudi gli occhi e girati”.
Io, da bravo fesso, pensavo a qualche forma di sorpresa classica: invece mi ammanettò con le mani dietro la schiena e, ad una mia timida protesta, mi ordinò di stare zitto e di lasciarla fare (ero un po’ eccitato ma anche spaventato, dato che aveva bevuto).

Mi mise una specie di bavaglio in bocca (e qui la mia preoccupazione aumentava), mi tolse i pantaloni e mi fece indossare calze e reggicalze da donna ed un paio di sandali con il tacco esagerato (a momenti cascavo, dato che ero legato ormai come un salame avendomi immobilizzato anche le caviglie). Poi, mi ha tagliò le mutande, lasciandomi completamente nudo (eccetto per la camicia). A quel punto ero completamente spaventato, lei mi chiedeva come mi sentivo, se ero sorpreso, eccitato, terrorizzato; e io, che potevo dire? Ero imbavagliato e legato come un salame (Come nel film porno mexicano LUNA DI FIELE).

Poi, me lo prese in bocca e per mezz’ora la sua lingua e le sue mani lavorarono a più non posso. All’improvviso, non contenta, mi infilò un profilattico e si auto-impalò su di me, sempre legato e imbavagliato ed in preda ad un certo mal di testa e ad un incredibile turbinio di sensazioni e pensieri vorticosi ed eccitanti.

Il giorno dopo, si scusò (a momenti piangeva dalla vergogna) per avermi “violentato”; e comunque non abbiamo più avuto occasione di riprovare. E’ stata comunque una bellissima parentesi e da quella volta ho sempre desiderato poter ripetere l’esperienza in quanto ritengo di avere conosciuto cosa significa eccitarsi e provare il piacere di una relazione BDSM soft.

Quattro anni fa, ho frequentato una ragazza che amava pratiche di bondage e soft hanging (ci siamo lasciati dopo qualche mese, avendo problemi di distanza insormontabili).

A parte le volte durante le quali abbiamo praticato (scambiandoci i ruoli) forme di Dominazione / sottomissione ricorrendo a qualche strumento ad hoc, tipo bavagli, capi in pelle o in gomma, tacchi alti e stivali, ricordo con piacere una sera d’estate (galeotti i suoi genitori in ferie) quando ci intrattenemmo nella sua taverna.

Lei mi ricevette con già indosso un paio di stivali di pelle alti fino alla coscia e con il tacco esagerato, un corpetto di pelle con i seni inguainati e stretti sulla circonferenza in modo che essi sporgessero in avanti nudi e sodi, calze e reggicalze e mutandina di pelle con due falli di gomma incorporati; uno la stava penetrando nel sedere, l’altro sporgeva all’infuori sul davanti.

A quel punto, lei provvide a vestirmi in modo adeguato: con le calze da donna e i tacchi alti (amavo indossare i tacchi alti anch’io, come sapete dalla mia prima esperienza). Mi mise in bocca un bavaglio enorme, mi fece salire sul tavolo della taverna e poi mi legò le caviglie e le ginocchia ben strette; dopo di che – la mia curiosità sulle sue intenzioni mi stava divorando – mi avvolse delle bende intorno ai polsi e li legò insieme con una corda bianca di medio spessore, indi la lanciò in mezzo alle travi antiche a vista del soffitto della taverna, legò ben bene le estremità e poi mi prese le gambe, mi fece scivolare lentamente giù dal tavolo e lo spostò lasciandomi appeso come un salame.

Non posso descrivere come mi sentivo, con i muscoli stirati e leggere difficoltà di respirazione, dato che ero imbavagliato duramente. Per dieci minuti lei mi masturbò e mi prese in bocca il pene fino a farmi venire poi,
dato che cominciavo a soffrire, mi slegò le caviglie e me le legò davanti a gambe divaricate fissandole ai piedi del tavolo, in modo da offrirle aperto il mio sedere. Mi spalmò della vaselina sull’ano, io mugolavo per l’eccitazione e per l’ineluttabilità di quello che voleva farmi, poi iniziò a penetrarmi piano piano fino a sfondarmi e continuò a stantuffarmi violentemente per alcuni minuti; non vi dico qual era la mia sofferenza, il mio piacere e le mie sensazioni, dire che era bellissimo, godere e soffrire nel medesimo tempo, è forse poco.

Alla fine di questo trattamento, mi slegò completamente, ed io crollai a terra sfinito per alcuni minuti; poi, con una punta di orgoglio e desiderio di rivalsa per quello che mi aveva fatto provare pochi istanti prima, la imbavagliai, le tolsi la mutandina con i due falli, le legai le mani dietro la schiena e la sodomizzai con molto gusto.

Ecco, queste sono le mie esperienze, da allora non ho più avuto possibilità (con una punta di rimpianto) di praticare il BDSM. Comunque, ai neofiti come ero io, consiglio di provare per credere prima di giudicare o scartare l’esperienza a priori. Io ne sono stato soddisfatto e vi assicuro che quello che si prova è eccezionale.